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L'isola del vino

La Sicilia è la regione d'Italia con più viti, tra le quali spiccano eccellenze apprezzate in tutto il mondo. Da assaporare ogni giorno anche sulle nostre tavole.

Il successo dei vini siciliani è testimoniato dai recenti trionfi del Nero d’Avola, rosso tra i più amati dagli Italiani come dagli stranieri (specie negli Stati Uniti), considerato uno dei migliori vini d'Italia. Ma questo exploit non è isolato. La Sicilia è la regione italiana con il più elevato patrimonio vitivinicolo di tutta la nazione: quasi 150mila ettari di vigneti per un totale di circa 6 milioni di ettolitri di vino prodotti ogni anno. La sola provincia di Trapani  produce il 10% del vino italiano. Temperature miti, terreni collinosi, brezza di mare e sole caldo generano uve che danno vita a vini potenti, di grande qualità e di elevata gradazione alcolica. Tanto che per decenni il vino siciliano è stato utilizzato come vino da taglio per le blasonate produzioni francesi e piemontesi: ancora oggi solo il 20% del nettare di Bacco made in Sicilia viene etichettato, ma quello che finisce in bottiglia vale sicuramente l’assaggio.
Nero d’Avola, di annata più o meno giovane a seconda della preparazione (di regola, le cotture con i sughi chiamano vini più strutturati). E anche un’altra rossa perla enologica siciliana, il Nerello Mascalese, autoctono dell'Etna, servito fresco si abbina perfettamente a saporiti piatti di pesce. Anche se è sempre un piacere accompagnarlo a un risotto ai funghi porcini, al tartufo, oppure ai frutti di bosco e speck. Di colore paglierino, con profumi di pesca, albicocca e camomilla, fresco e un pizzico agrumato: certo non si sbaglia ad abbinare il bianco Grillo ad antipasti freddi di mare o a un risotto alla marinara. Ma vale la pena provarlo anche con i salumi, in particolare con salamini come lo Strolghino di culatello: non ve ne pentirete.

L'invenzione del Marsala
Il trampolino di lancio dei vini siciliani si deve al commerciante inglese John Woodhouse. Nel 1773 approdò con la sua nave nel porto di Marsala e lì decise di testare il gradimento del vino della zona tra i suoi conterranei, imbarcandone 50 barili. Li addizionò con acquavite di vino, per elevarne il tenore alcolico e preservarne le caratteristiche durante il lungo viaggio in mare. Fu un successo e così prese vita un’eccellenza tutta made in Italy: il Marsala, vino liquoroso prodotto nella provincia di Trapani, frutto del blend (assemblaggio) di vini bianchi o rossi siciliani con l’aggiunta di acquavite. Un prodotto che, per le felici coincidenze della vita, è diventato il portabandiera della produzione enologica nazionale, al punto da essere stato il primo vino a denominazione di origine controllata della storia vinicola italiana, nel 1969.

Focus
Nome e Cognome: Nero d'Avola
Soprannome: Anche detto Calabrese o Calabrese d’Avola
Residenza (Zona di produzione): In tutta la Sicilia, anche se la zona di vocazione per il Nero d'Avola è l'area sud-est della Sicilia, compresa nei territori di Noto e Pachino, con le contrade di Buonivini, Bufalefi, Maccari, Archi.
Età: Il Nero d'Avola è destinato a grande invecchiamento, anche oltre dieci anni se ben conservato.
Segni particolari: Le origini del vitigno si perdono nella notte dei tempi e nel fitto tessuto delle leggende. Una, in particolare, narra che la vite di Nero d’Avola germogliò, per la prima volta, proprio in Sicilia dalle lacrime di Dionisio, assetato. Nacque così quel nettare che l’antico nume donò agli uomini, per confortarli dalle fatiche, così come agli Dei, per allietare i loro sensi. 
Esperienza di gusto: Al primo sorso sentirete subito un gusto che vi avvolgerà, morbido, che ricorda quello della ciliegia. Un altro sorso e  potreste cogliere anche un accenno di prugna e bacche rosse. Fatelo roteare nel bicchiere e poi sorseggiatene ancora un po’, per andare alla ricerca di sentori di gelsi neri e more, di qualche nota speziata e un vago rimando a essenze balsamiche. 
Abbinamenti con il cibo: Primi piatti molto saporiti, tipo risotto al radicchio. Carni rosse (involtini siciliani, arrosti, grigliate, brasati), selvaggina. Formaggi stagionati. Piatti di pesce molto conditi come lo spada alla palermitana o alla messinese, calamari ripieni, polpo al pomodoro. Ricette di verdure elaborate, per esempio melanzane alla parmigiana o timballo di verdure. Da provare con il cioccolato.
Temperatura di servizio: 15-18 °C. Se di annata (sopra i 5 anni di invecchiamento), meglio aprire prima la bottiglia e scaraffarla in un decanter, per lasciarla “respirare” e ossigenare, in modo che il vino si esprima al meglio. 
Il bicchiere giusto: Si consiglia di utilizzare un calice mediamente ampio che permetta al vino di respirare e di ossigenarsi.

Mangiare bene

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