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Un cucciolo per compagno

Un cucciolo di cane potrebbe essere un'idea azzeccata per un regalo di Natale da fare al proprio figlio, ma attenzione alle responsabilità


Il 4 ottobre, festa di San Francesco, come ogni anno dal 1931, si celebra la giornata mondiale dedicata agli animali, domestici e selvatici; belli o brutti, grandi o piccoli. Tantissime le iniziative in tutto il mondo e anche noi vogliamo partecipare dedicando queste pagine agli animali che, magari in occasioni delle prossime festività, entreranno a far parte delle loro nuove famiglie. Per molti, infatti, quella di regalare un animale da compagnia al bambino, specie se figlio unico, sembra un'idea fantastica. "E per molti versi lo è - spiega Paolo Gelli, psicologo dell'età evolutiva - perché rappresenta un ulteriore soggetto d'amore all'interno della famiglia e, soprattutto, nel caso del cane, capace di dare affetto senza pretendere nulla in cambio. Attenzione però, l'animale è una responsabilità troppo grande per un bambino. Il picccolo va responsabilizzato, ma la scelta di prendere un animmale dev'essere di tutta la famiglia".



Sotto l’albero? Sì, no, forse

Far trovare il cuccioletto sotto l’albero sembra l’idea perfetta per un Natale indimenticabile, ma rischia di far partire il rapporto con il piede sbagliato. Il bambino deve considerare il cucciolo come un amico, un compagno e soprattutto come qualcuno di cui prendersi cura, non come un oggetto piovuto dal cielo. 

Se l’idea del regalo natalizio vi piace davvero molto, abbiate almeno cura di far scrivere al bambino una letterina di Natale in cui si impegna ufficialmente ad essere un buon padroncino e ad assumersi la responsabilità del futuro amico prima ancora di chiederlo in dono a Babbo Natale.




La scelta giusta

I bambini sono egocentrici e spesso poco delicati nei modi. Soprattutto se sono piccoli sarà bene scegliere un animale robusto, di buon carattere, adattabile e possibilmente di taglia commisurata a quella del bambino. Ottimi i cani e i gatti, ma anche piccoli roditori o uccellini. Non serve che siano di razza, l’importante è verificare che provengano da un buon allevamento o da rivenditore serio che possa offrire un certificato d’origine oltre a quello eventuale di razza e  la certificazione sanitaria. Se invece scegliete di rivolgervi a un canile, controllate che la struttura sia seria e gli animali ben tenuti.




Per quanto concerne la scelta, abbiamo chiesto consiglio Lorenzo Crosta, medico veterinario, che ci ha offerto alcuni interessanti spunti di riflessione.




• Bisogna tenere presente che cane e gatto hanno subito un processo di domesticazione cominciato tra i 10 e i 12.000 anni fa. In questo lungo periodo, attraverso selezioni ripetute, si sono modificati moltissimo rispetto ai loro progenitori selvatici divenendo sempre più adatti alla convivenza con l’uomo. Questo fa si che rimangano gli animali più semplici da allevare e quelli con cui è meno facile fare errori. 

• Animali meno convenzionali, dal pappagallo al furetto, per quanto addomesticati sono meno adattati a convivere con noi e richiedono quindi una buona preparazione per evitare errori che potrebbero portarli ad ammalarsi o ad avere reazioni negative. Chi volesse potrà trovare utili ragguagli nel sito dell’associazione veterinari animali esotici (www.sivae.it) dove sono appena state pubblicate le linee guida per il mantenimento di animali esotici.

• Si è spesso portati a pensare che uccellini, piccoli roditori, pesci o tartarughine comportino un minor impegno. In realtà gli animali che passano gran parte del loro tempo confinati in gabbie, terrarium e acquari richiedono un’assunzione di responsabilità anche maggiore proprio perchè non sono in alcun modo in grado di badare a se stessi: se non si cambia la lettiera del criceto o non si da da bere al canarino questi non possono fare altro che soffrirne.













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