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Quando l’agenda si riempie...

Non è facile incastrare gli impegni di genitori e figli senza rischiare di perdersi di vista. Una soluzione può essere quella di svolgere delle attività insieme…

Ben riposati dopo le vacanze estive, nel mese di settembre con l’inizio delle scuole ricomincia il vero anno sociale della famiglia, che si concluderà con l’arrivo della prossima estate. Tuttavia, prima di perdersi nelle nebbie autunnali è utile fare attenzione a canalizzare bene tutte quelle energie positive accumulate sotto l’ombrellone, in riva al lago o sulla cima di qualche monte, per evitare di farsi sorprendere sotto la pioggia non riuscendo a tornare a casa per aver riempito l’agenda di troppi impegni…
L’organizzazione del tempo in famiglia, infatti, soprattutto in presenza di bambini e ragazzi, comporta che tutti i componenti siano particolarmente attenti alle esigenze gli uni degli altri, sia per sincronizzare i vari impegni senza sovrapporli, sia – soprattutto - per evitare che l’agenda di ciascuno risulti così piena che alla fine si corra tutti il rischio di perdersi di vista.
Genitori, non riempite l’agenda dei vostri figli…
Secondo un’indagine condotta dal team di ricerca del pedagogista Robin Alexander su 750 famiglie inglesi per mappare l’infanzia di una nazione, i bambini di età compresa tra i 7 gli 11 anni “vengono forzati a crescere troppo in fretta e le prospettive riguardo alla società e al mondo in cui abiteranno sembrano sempre più incerte”.
Senza contare che palestra, danza, basket, cinema, teatro, inglese e corsi vari di ogni genere e natura richiedono un incastro millimetrico per poter andare avanti e a volte bastano un semaforo rosso o un ritardo sul lavoro per far inceppare tutto il meccanismo. Le cose si complicano ulteriormente se si tiene conto che in famiglia bisogna anche trovare il tempo per le faccende di casa (spesa, bucato, cucina, pulizie, etc.) e che nella maggior parte dei casi i figli hanno bisogno dell’aiuto dei genitori per poter andare alla festa di compleanno della compagna di scuola o all’allenamento di calcio.
Il tempo libero non è quello privo di impegni
“L’agenda di molti tredicenni è diventata più fitta di quella di un amministratore delegato – spiega il sociologo Francesco Belletti – . I genitori se ne sentono rassicurati, perché il proprio figlio non butta via il tempo, ma qual è il tempo libero di un ragazzo con l’agenda così piena?”. Con la conseguenza che alla fine manca anche il tempo per la coppia, perché c’è sempre tanto da lavorare, c’è la casa da sistemare, i figli da seguire. “Si rischia cioè - continua Belletti, che è anche presidente del Forum delle associazioni familiari -  di trasformare il tempo libero in tempo privo di impegni, in occasioni in cui non c’è niente da fare, anziché in quella favorevole circostanza in cui poter fare ciò che ci piace di più”.
E allora? Niente di più semplice, la soluzione è a portata di mano! Liberiamo il nostro tempo per fare ciò che veramente ci piace, ne guadagneranno la nostra salute e i rapporti all’interno della famiglia…
Lezioni di cucina per tutta la famiglia
Un’idea interessante per evitare che gli impegni si accavallino tra di loro è quello di fare insieme quelle attività che possono interessare diversi componenti della stessa famiglia. Stanno nascendo in varie città d’Italia delle associazioni che organizzano corsi di gruppo che possono coinvolgere genitori e figli. A Bergamo “Atuttotondo” propone “Baby Chef: con le manine in pasta”, un laboratorio di cucina di dieci lezioni a cadenza settimanale dedicato a mamme, papà e bambini con l’obiettivo di renderli partecipi nella creazione di semplici e veloci ricette insegnando allo stesso tempo l’educazione alimentare. “Un’attività di enorme valore educativo ed affettivo – scrivono gli organizzatori su www.atuttotondo.org -  che vi permette di condividere momenti significativi con i vostri bambini”.
Inglese a domicilio per mamma e bambino
A Milano, invece, “OpenMinds” offre corsi di inglese a domicilio per mamma e bambini piccoli, già a partire dai 15 mesi di età! “Si tratta di svariate attività che la coppia fa insieme all’insegnante madre-lingua – si legge su www.open-minds.it -. L’efficacia di questo imparare-facendo è stupefacente, specie con i bambini piccoli!”. Se poi la mamma lavorasse e non avesse tempo a fare il corso in settimana, le insegnanti di OpenMinds sono disponibili anche il sabato e la domenica.
Ma non bisogna per forza avere qualcosa da fare per valorizzare il tempo libero. Raffaele Costi di “Genitori Figli” scrive che dedicarsi vicendevolmente 10 minuti al giorno in modo autentico, senza fretta e senza interferenze di impegni sono più che sufficienti per conoscersi veramente.

I genitori non devono fare i compiti!
Un’indagine condotta su un campione di centinaia di famiglie italiane, dice che il 67% dei genitori intervistati afferma di vivere con stress l’impegno dei compiti scolastici dei propri figli. In effetti, tra i mille impegni di un padre e una madre, c’è anche quello di stare dietro all’andamento scolastico dei propri pargoli. Ma dove sta il giusto equilibrio tra i doveri della scuola e quelli della famiglia? Daniela Lucangeli, genitore e psicologa, non ha dubbi: “Lasciarli soli in una stanza a studiare non va bene, ma è altrettanto sbagliato fare i loro compiti: bisogna star loro vicino, senza sostituirsi, si deve partecipare riconoscendone l’impegno e gratificandoli quando riescono nel loro lavoro. E se i compiti sono troppo difficili? Meglio avvertire serenamente l’insegnante. Demandare ai compiti a casa ciò che la scuola deve insegnare è un errore”.


Dall’America arriva il “Mom Coaching” e il metodo “Fifty- fifty”
L’ultima tendenza per aiutare a sincronizzare l’agenda di famiglia arriva direttamente dagli Stati Uniti e prende il nome di “Mom coaching”. Nata all’interno delle grandi realtà aziendali americane, si è presto diffusa in altri ambiti della società e se ne sta cominciando a parlare anche in Italia. In pratica tutto ruota intorno alla figura del “mom coach”, una sorta di allenatore della madre, il cui compito è quello di guidare la mamma in un percorso di miglioramento fornendole stimoli e risorse per cercare nuove prospettive per affrontare le sue giornate. L’idea nasce dall’obiettivo dell’azienda di motivare i dipendenti favorendo la qualità del lavoro attraverso corsi mirati tenuti da professionisti, ma non si tratta di psicoterapia, piuttosto di una consulenza che può aiutare le mamme a trovare in se stesse le risorse necessarie per migliorare gli aspetti negativi della loro vita, conciliando in maniera ottimale gli impegni di lavoro con quelli familiari e personali.
Per chi non volesse o potesse contare su un aiuto esterno, invece, una soluzione può essere seguire i consigli di una coppia di genitori americani che hanno elaborato un metodo che si chiama “Equally Shared Parenting”, un modello organizzativo della vita familiare basato sulla suddivisione degli impegni e delle incombenze al 50% e 50% tra moglie e marito. Anche in questo caso a beneficiarne saranno soprattutto i bambini…

Famiglia e dintorni

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