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Al sicuro sotto il “solleone”

Regole, consigli e curiosità per abbronzarsi in sicurezza senza scottarsi

Sfoggiare un’abbronzatura invidiabile è per molti il modo più evidente per raccontare quanto sono state belle le vacanze. Ma attenzione: il sole può nuocere alla pelle. Con un po’ di cautela e buon senso è possibile evitare eritemi, scottature e altri problemi dovuti a un’esposizione al sole sbagliata. Ecco qualche consiglio per una efficace tintarella estiva, per mantenerla e per superare fastidiose scottature.
La regola dei 10 minuti
Di dieci in dieci. La regola fondamentale per prendere una buona abbronzatura senza scottarsi è molto semplice: 1° giorno, esposizione per non oltre 10 minuti; 2° giorno, 20 minuti al massimo; 30 il 3° giorno e così via gradatamente per 7-10 giorni, dopodiché l’esposizione è libera...Questa regola vale sia per il sole di mare che di montagna, mentre in campagna, dove le radiazioni sono meno intense, ci si può esporre senza limitazioni già dopo il terzo giorno. Proteggetevi comunque con una crema adeguata e spalmatela diverse volte al giorno e dopo il bagno. Inoltre non prendete il sole stando fermi ed in posizione orizzontale: è consigliato prenderlo mentre ci si muove per esporre tutte le parti del corpo alternativamente. Le ore migliori per abbronzarsi sono quelle del primo mattino, tra le 8 e le 11, mentre nel pomeriggio tra le 16 e le 18. E ricordate: nelle giornate nuvolose le radiazioni solari sono presenti lo stesso e arrivano sul corpo con tutta la loro carica energetica. Se poi avete un bimbo fate ancora più attenzione agli orari: con meno di 3 anni può stare al sole tra le 8 e le 10 e dopo le 17, ma non dimenticate mai di spalmargli la crema ogni due ore: anche se è resistente all’acqua, va riapplicata dopo ogni bagno in mare. Dopo i 3 anni evitate di tenerlo al sole nelle ore centrali della giornata, quando i raggi sono più intensi.
L’abbronzatura? Si mantiene a tavola
La tintarella va difesa e prolungata anche con una giusta dieta a tavola. Mangiate kiwi, limone e pompelmo, ricchi di vitamina C, che combatte i radicali liberi, migliora la circolazione e aiuta a ricostruire il collagene, una sostanza che mantiene l’elasticità dei tessuti. L’olio extravergine di oliva, grazie alla vitamina E ed ai grassi vegetali, fa sì che la pelle non si secchi e desquami. Inoltre aiuta a fissare l’abbronzatura e a farla durare di più. Zucca, carote, peperoni, spinaci sono invece miniere di betacarotene, la provitamina A che agisce come antiossidante e che dona alla pelle una colorazione dorata.
I rimedi “fai-da-te” stanno in frigorifero
Emergenza scottatura? Tutto l’occorrente per preparare un pronto intervento si trova…in frigorifero. Ecco qualche esempio. Sbucciate una patata e tagliatela a fette alte mezzo centimetro: adagiate le fette sulla parte arrossata e coprite con un telo leggero di cotone. Aiuta a decongestionare la pelle. Fate cuocere per 30 minuti del riso in un litro d’acqua e fate raffreddare: filtrate, gettate il riso e usate l’acqua per fare impacchi lenitivi. Frullate un cetriolo insieme con qualche cucchiaio di acqua, in modo da ottenere una crema. Applicatela sulla scottatura e coprite con una garza: si elimina l’arrossamento. Grattugiate un paio di carote, dopo averne grattato via la superficie esterna. Mettetene sulla pelle uno strato alto un centimetro e coprite con una garza: ha un’ottima azione lenitiva.

Il peeling con i sali del Mar Morto
Per prepararsi ad una perfetta abbronzatura è consigliabile un ‘peeling’ pre esposizione al sole. Uno dei più curiosi è il ‘peeling’ con il sale del Mar Morto, processo di stimolazione cellulare che rinnova la pelle dandole morbidezza e lucentezza. Mettete in una ciotola 4 cucchiai di sali del Mar Morto e 4 di olio di mandorle dolci; aggiungete 4 gocce di olio essenziale di finocchio e 3 di olio essenziale di arancio amaro. Mischiate sale e olio di mandorle fino a creare una pasta morbida e aggiungete gli olii essenziali. Quindi spalmate, svolgendo un massaggio moderato, su schiena, gambe, glutei e braccia. Una volta sciacquata, la pelle sarà liscia e idratata, pronta per l’abbronzatura.


“Occhio” agli occhiali: ecco come sceglierli
Ricorrere a semplici occhiali da sole non basta in estate per proteggere gli occhi. Occorre scegliere le lenti migliori, capaci cioè di selezionare i raggi solari. Quelle trattate alla melanina proteggono dalle radiazioni UV, difendono il contorno occhi dalla formazione di rughe, ma lasciano passare i raggi infrarossi. Le lenti polarizzate riducono la quantità complessiva di luce limitando il riverbero e migliorando la qualità dell’immagini: sono indicate per la neve e per il mare. Ci sono poi le lenti Cpf che si ottengono con un trattamento eseguibile su qualsiasi tipo di lente: filtrano la luce blu, riducono l’abbagliamento, migliorano il contrasto delle immagini, ma non sono utilizzabili in condizioni di bassa luminosità. Infine, le lenti fotocromatiche cambiano intensità del colore a seconda della luce esterna, ma non vanno bene alla guida. Passando al colore, le lenti gialle sono le più efficaci contro i raggi UV. Marroni, verdi e grigie: difendono bene dalla luce intensa e possono essere ben associate alle lenti graduate per miopi, presbiti e ipermetropi. Lenti di colore blu scuro sono da evitare poiché schermano i raggi infrarossi, ma lasciano passare gli ultravioletti.

In Giappone è volgare essere abbronzati
Non sempre essere abbronzati è sinonimo di bellezza. In Giappone l’abbronzatura stride con l’ideale tradizionale di bellezza femminile. Sovente, infatti, nel Paese asiatico le ragazze vanno in giro con l’ombrello nelle giornate di sole perché vogliono mantenere la pella bianca, tradizionalmente più bella di quella abbronzata. Il motivo? Nell’antichità le persone abbronzate erano quelle che lavoravano nei campi, considerate di ceto inferiore. Per questo per essere più appariscenti le donne dell’aristocrazia giapponese usavano incipriarsi e non abbronzarsi per rendersi più belle.

Cura di sè

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