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Il magico mondo della fattoria didattica

Una gita ideale per i bambini tra giochi, animali ed escursioni a contatto con la natura.

In Italia sono più di duemila ma il numero è destinato a crescere. Le fattorie didattiche rappresentano un luogo pedagogico vivente, un ambiente divenuto sempre più spazio di esplorazione diretta e di esperienza, adatto per bambini e ragazzi.
Dai Paesi nordici al Mediterraneo
I germogli delle fattorie didattiche si hanno ad inizio Novecento. In quel periodo alcuni Paesi scandinavi (Norvegia, Danimarca e Svezia) misero in pratica le idee di un movimento americano: il “Club 4H” (Head, Health, Heart, Hand). Quattro parole inglesi (testa, salute, cuore, mani) che riassumono l’obiettivo teso ad uno sviluppo armonico dell’individuo secondo lo slogan learn to do by doing, imparare facendo. La missione del Club 4H (che esiste ancora) è che tutti i bambini e i giovani crescano impegnati e responsabili nei confronti del mondo e della natura. Il club propone campi di diversi giorni, con pernottamento in fattoria e la possibilità di uscire dal rumore della città, imparando a gestire l’azienda e gli animali. In Italia si inizia a parlare di fattorie didattiche negli anni Novanta. La nascita della prima rete di fattorie avviene nel 1997 con la “Rete delle fattorie didattiche romagnole”. L’anno seguente in Emilia-Romagna parte il progetto “Fattorie Aperte e Fattorie Didattiche”, che oggi conta oltre 330 fattorie.
Bambini protagonisti
Le fattorie propongono percorsi educativi tra giochi, animali, escursioni ed esperienze a contatto con la natura: una gita ideale per i bambini. Offrono visite guidate e presentano una o più produzioni tipiche oppure le specialità della zona. Ad ogni visita segue un dibattito con i bambini, passando da alcuni semplici esercizi pratici per far partecipare attivamente i ragazzi al processo di apprendimento, a filmati che completano l’esperienza diretta vissuta in azienda. Nelle fattorie è possibile assistere alla produzione del grano e alla preparazione del pane; se i ragazzi restano a pranzo, è offerta loro l’opportunità di preparare la pasta lievitata, cucinare il pane e mangiarlo. Altre fattorie mostrano la produzione di latte e formaggio, consentendo di assistere alla mungitura delle mucche. Ma è anche possibile programmare un’escursione per l’identificazione e la classificazione degli alberi, delle piante farmaceutiche e degli animali selvatici. “Nelle fattorie didattiche – afferma Laura Martin, docente presso la scuola primaria Aldo Moro e Martiri di via Fani di Varedo, in provincia di Monza Brianza -, gli ambienti diventano posti di esplorazione diretta e di esperienza, un’educazione al sapere. La fattoria rappresenta infatti un’occasione di apprendimento, luogo dove imparare parole nuove, conoscere nuovi suoni e rumori, il significato di azioni e gesti legati al mondo degli animali e della natura”.
I cinque servizi fondamentali
• Adottare sistemi di produzione biologica o integrata o produzioni tipiche.
• Disporre di un luogo di accoglienza coperto e riscaldato per la realizzazione delle attività.
• Essere attrezzate e possedere gli arredi per realizzare le attività.
• Predisporre uno o più percorsi didattici sull’educazione ambientale, alimentare, al gusto e alla ruralità, realizzabili in funzione dell’età dei bambini.
Rispettare le necessarie norme sanitarie.
Un kit spiega come avviare l’attività
“Come avviare una fattoria didattica e city farm” è il kit, corredato da cd-rom, che aiuta a progettare, valutare e creare con successo l’attività di fattoria didattica. Una guida interattiva che contiene informazioni e consigli utili su prodotti e servizi che si possono offrire, come farsi conoscere, come organizzare l’attività.

Consigli per organizzare una visita
Se volete organizzare una visita in una fattoria didattica, su www.fattoriedidattiche.biz potete cercare quella più vicina a voi. Altre informazioni e materiale utilizzabile per organizzare la gita li trovate sul portale www.bambiniinfattoria.it, tutto dedicato ai bambini.
Da poco è online anche www.fattorieaperte.com, il punto di riferimento per la ricerca di informazioni sugli eventi “Fattorie didattiche a porte aperte” che si svolgono nelle varie province italiane. Alcuni esempi? Alla fattoria “Antica Rendena” (www.fattoria-rendena.it) di Giustino, nei pressi di Trento, si assiste alla produzione di yogurt biologico; alla fattoria “Il Fienile” (www.ilfienile.bo.it) di San Pietro in Casale vicino a Bologna, si possono conoscere i segreti delle erbe mediche o costruire i giocattoli di una volta. “La Cavallera” (tel. 0171-386885), a Boves in provincia di Cuneo, dispone di un percorso naturalistico attraverso i meleti, per imparare a estrarre il succo dalle mele. I titolari insegneranno inoltre la storia della patata dall’America ai nostri giorni.
Infine un consiglio: prima di recarvi in una fattoria didattica avvisate sulla presenza di bambini con allergie, intolleranze o problemi particolari.

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