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Le altre vite dell’alluminio

È uno dei pochi materiali che può essere riciclato all’infinito. Approfittiamone

È uno dei pochi materiali che può essere riciclato all’infinito. Approfittiamone

Partiamo da alcune buone notizie: l’Italia è tra i primi Paesi al mondo per il riciclo di alluminio, al terzo posto dietro a Giappone e Stati Uniti. Rispetto ad altri materiali l’alluminio ha un vantaggio, ossia quello di poter essere riciclato all’infinito e questo processo permette un risparmio pari al 95% dell’energia rispetto ad una nuova produzione. Ma per poter contribuire a questo enorme risparmio è necessario un comportamento consapevole ed intelligente che ci consentirà di collaborare nel processo di trasformazione di questo prezioso rifiuto in una grande risorsa. Il Consorzio Imballaggi Alluminio (www.cial.it) ricorda che in Italia attualmente “oltre il 48% dell’alluminio circolante proviene dal riciclo”.

Consigli utili per “differenziare” senza errori
Innanzitutto le indicazioni. Tutti gli oggetti di alluminio che possono essere riciclati devono recare le sigle “AL” o “alu” mentre i contenitori che vengono etichettati con le sigle “F” o “T”, anche se di alluminio, non faranno parte della differenziata perché rientrano nella categoria “pericolosi”: di fatto contengono prodotti nocivi come diserbanti o solventi. Gli imballaggi in alluminio possono essere di varie forme e strutture, non fatevi quindi “ingannare” dalla flessibilità di alcuni contenitori. Sicuramente andranno nel “differenziato” le lattine e le bombolette spray (che non contengano le diciture infiammabile o pericoloso), ma prima è necessario privarle di eventuali elementi di plastica. Stessa sorte per fogli di alluminio usati in cucina e per altri contenitori flessibili come quelli di yogurt o dolci preconfezionati (ripuliti dalle tracce di cibo). Lo stesso vale per i tubetti di maionese o di altre salse, anche se in questo caso sarà necessario tagliare il tubetto (facendo attenzione a non farsi male!) pulirlo ed eliminare le parti in plastica dei tappi. Vanno nell’indifferenziato le vaschette per la cottura dei cibi, le capsule protettive di vini e bibite, i blister vuoti, le scatolette per alimenti, i contenitori con la pappa dei nostri amici a quattro zampe. Fate attenzione alle sigle e ricordate che ogni contenitore deve sempre essere perfettamente pulito in modo da non “inquinare” gli altri elementi presenti nei cassonetti.

Caffettiere, sedie e biciclette “riciclate”
Gli impieghi sono davvero vastissimi e le applicazioni quasi infinite. Non solo elettronica ed impiantistica, ma anche edilizia, design e trasporti. Lo sapevate che quasi tutte le caffettiere prodotte in Italia sono in alluminio riciclato? L’applicazione è in continua crescita e sempre di più si sono interessati all’impiego dei materiali riciclati architetti di fama mondiale. Lo scorso autunno Jean Nouvel ha presentato la sedia “So-So” realizzata per l’80% in alluminio riciclato. E che dire della “Ricicletta”, la city bike realizzata con lattine usate? Promossa dal Cial è resistente e leggera e, soprattutto, ecologica. Ma le idee innovative e curiose per riutilizzare questo prezioso materiale sono davvero tante e spaziano in ogni campo del vivere quotidiano. Importanti designer hanno creato la linea “Alutable”, “con alluminio satinato, riciclato e riciclabile al 100%”.

Non è tutto alluminio quello che luccica
Esistono molti prodotti ed oggetti del vivere quotidiano che non sono così “espliciti” nella loro natura e spesso si fatica a capire dove devono essere gettati. Si tratta, però, di elementi che usiamo tutti i giorni. Vediamone alcuni.
Le lampadine a incandescenza e quelle alogene vanno gettate nell’indifferenziato. Quelle fluorescenti (le cosiddette lampadine a risparmio energetico), invece, contengono una piccola quantità di mercurio e devono essere considerate, una volta esauste, un rifiuto pericoloso da portare nelle aree ecologiche. Ecologiche sui consumi, insomma, meno sullo smaltimento. Stessa sorte per neon o luci a led che non vanno buttate nei “normali” cassonetti. Le lamette da barba vanno gettate nell’indifferenziato ma prima si chiede l’accortezza di avvolgerle in un panno o in una carta in modo da evitare spiacevoli incidenti. Le pile esauste devono essere buttate negli appositi cassonetti presenti in quasi tutte le città. Per quanto riguarda elettrodomestici od altri oggetti ingombranti, infine, che contengono alluminio, è necessario conferirli nelle apposite aree ecologiche e non nei cassonetti.

Un mondo fatto di lattine
Come sempre, si sa, il modo migliore per capire quanto sia necessario che tutti collaborino attivamente nel riciclo è quello di evidenziare il tutto con esempi pratici e dati numerici. Per ricavare 1 kg di alluminio nuovo da quello usato servono appena 0,7 kWh di energia rispetto ai 14 kWh necessari per produrlo dal minerale. Ma per capirci meglio, ecco qualche numero.

37 lattine: 1 caffettiera
800 lattine: 1 bici
70 lattine: 1 padella
600 lattine: 1 cerchione per auto
3 lattine: 1 paio di occhiali
130 lattine: 1 monopattino

Fonte: Cial

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