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Turchia, un ponte tra Europa e Asia

Impazza la voglia di Turchia tra i turisti di mezzo mondo.

Impazza la voglia di Turchia tra i turisti di mezzo mondo. I dati diffusi dal ministero turco della Cultura e del Turismo lo confermano: nel 2011 sono stati 31 milioni e mezzo, per un incremento pari al 10%. Germania, Russia e Gran Bretagna i principali Paesi di provenienza, ma c’è anche l’Italia che con 752 mila presenze è cresciuta del 12%. Le prime proiezioni del 2012 confermano questo trend.
Come raggiungerla
L’aereo è il mezzo migliore per raggiungere la Turchia, grazie alla presenza di numerosi scali internazionali: Istanbul, Ankara, Izmir, Antalya e Bodrum i principali. Sia Alitalia (www.alitalia.com) che Turkish Airlines (www.turkishairlines.com) collegano ogni giorno Roma e Milano con l’aeroporto “Ataturk Havalimani” di Istanbul in circa 2 ore e mezzo. Molti anche i charter organizzati dai principali tour operator sulle altre località senza scali intermedi.  
Ricco territorio dalla cultura millenaria
Sbagliato immaginarsi la Turchia come un territorio arido e secco. Numerose sono, infatti, le aree pedemonte ricoperte di vegetazione e le distese lussureggianti dove trovano origine molti dei prodotti che pongono l’agricoltura turca ai vertici mondiali. Accanto al grano, prima derrata del Paese, e al tabacco, infatti, ci sono coltivazioni di agrumi, olive, ortaggi, riso, uva, nocciole e castagne. Un paniere eterogeneo nel quale non manca proprio nulla. Detto questo, la penisola anatolica deve però molto del suo fascino soprattutto alle popolazioni che si sono alternate nei millenni lasciando tracce indelebili, tanto da far meritare alla Turchia l’appellativo di “culla della civiltà”. Ad Ankara, la capitale, nell’antico bazar ottomano di Mahmut Pasa ha sede proprio il Museo delle Civiltà Anatoliche (aperto tutti i giorni - tel. 0312/3243160) uno dei più importanti del mondo per via delle collezioni di reperti paleolitici, neolitici e di oggetti di vita comune delle popolazioni ittite, frigie, elleniche e romane.
Istanbul, la metropoli a metà strada
La città turca che meglio rappresenta lo spirito dell’intera nazione è Istanbul, che con i suoi 13 milioni di abitanti ha il delicato compito di fungere da ponte tra Europa e Asia. Anche dal solo skyline della città si può vedere chiaramente come l’influenza asiatica sia dominante: nel cielo svettano, infatti, i minareti di oltre 2600 moschee. Adagiata com’è sullo stretto del Bosforo, Istanbul cambia volto al tramonto quando le luci si riflettono sulle acque del Mar di Marmara (il tour notturno sul Bosforo organizzato dalla compagnia Sehir Hatları costa 10 euro e parte alle 18,30) e molti ristoranti offrono intrattenimenti anche durante la cena (al Kervansaray pasto con spettacolo di danza del ventre, tel. 2122471630). Di giorno ci si perde nei vicoli storici della città antica, dichiarati nel 1985 Patrimonio dell’Umanità, e per visitare meglio i tanti musei statali di cui è ricca Istanbul (Hagia Sofia, Museo di Chora, collezioni archeologiche, Museo delle Arti Turche e Islamiche) il consiglio è di procurarsi la Museum Pass Istanbul Card (29 euro, vale 3 giorni - www.muze.gov.tr) che offre sconti anche in gallerie, musei privati e caffetterie.
Lo spettacolo lunare della Cappadocia
La Turchia è custode, poi, di uno degli spettacoli naturali più affascinanti e originali del mondo. Per goderlo basta recarsi in Cappadocia, nel bel mezzo di un altopiano a 1.000 metri d’altitudine nell’Anatolia centrale. Lasciano di stucco, infatti, le strane forme scavate nel tufo friabile dall’acqua e dall’erosione naturale: torri e crepacci si alternano a canyon e castelli rupestri in un’armonia che pare creata ad arte, ma sembra non appartenere a questo mondo. Sembra di essere sulla luna. Famosi i Funghi di pietra e i Camini di Fata, mozzafiato se visti dall’alto in mongolfiera (Tel. (+90) 3843417096, costo 100/150 euro a testa). Negli anni, contadini prima, monaci ed eremiti poi, hanno ricavato qui veri e propri villaggi, scolpendo nella roccia vulcanica abitazioni e chiese affrescate. Spettacoli surreali anche nei sotterranei, dove si possono visitare ben 36 città con vicoli di collegamento tra i diversi ambienti, stalle, granai e, ovviamente, pozzi di ventilazione (se non si soffre di claustrofobia, merita una visita Derinkuyu, distribuita su 8 piani).
Terme da “Mille e una notte”, sport e tanto mare
Chi considera relax e svago i due ingredienti fondamentali di una vacanza ben riuscita, in Turchia non ha che l’imbarazzo della scelta. Vi sono infatti ben 1000 stazioni termali, guidate dalla fiabesca Pamukkale, altipiano su cui le acque calcaree hanno creato stalattiti e formazioni di un bianco abbagliante. È stato dichiarato patrimonio dell’Unesco, insieme alle adiacenti rovine della città di Ierapoli. Economicamente abbordabile (7 giorni di mare in hotel costano circa 500 euro) è la riviera turca con Antalya, principale stazione balneare del Paese, vero e proprio paradiso per chi ama praticare attività sportive come il “parasailing” (un giro sul paracadute trainato da un motoscafo costa circa 25 euro), il surf, lo sci nautico o la vela. Movida, negozi eleganti e mare cristallino sono invece i tratti caratteristici di Bodrum, soprannominata anche la St. Tropez della Turchia.

La danza mistica del Derviscio
Danza roteando velocemente su se stesso, accompagnato dalla musica Sufi, e quando raggiunge lo stato di estasi può accadere che i suoi piedi non tocchino terra. È il derviscio, che attraverso questa danza mistica, diviene il medium tra gli uomini e Dio, distaccandosi dalle passioni mondane e dai beni materiali. Per evitare il capogiro durante la danza, inclina leggermente la testa verso destra, tenendo gli occhi fissi sul palmo della mano sinistra. La sua preparazione prevede 1001 giorni di penitenza, con digiuni e meditazioni. Per informazioni sugli spettacoli consultare il sito www.mevlanafoundation.com.

Perché si dice “fumare come un Turco”?
Risale al 1600 il detto “fumare come un turco”, periodo in cui in Turchia regnava il Sultano Murad IV che, considerando il tabacco e il caffè droghe pericolose, ne proibì il consumo in tutto il regno prevedendo per i trasgressori pene severissime, come il taglio del naso o la decapitazione. Morto il Sultano finì il proibizionismo e i turchi tornarono al consumo di caffè e tabacco, anche in modo eccessivo, come reazione al periodo di divieto. Di qui il detto usato per indicare una persona che fuma tanto.

Fare shopping al Gran Bazar
Quello di Istanbul è tra i più grandi e antichi mercati coperti del mondo (dal lunedì al sabato, ore 9 -19). Edificato nel 1453, il Gran Bazar si estende su circa 31 mila metri quadrati, che ospitano più di 3000 negozi, 2 moschee, ristoranti, locande, caffetterie e uffici per il cambio monetario (la moneta locale è la Lira Turca, ma i commercianti accettano l’Euro senza problemi). Per evitare di perdersi nel labirinto di vicoli e strade, è consigliabile procurarsi una mappa del mercato che indichi gli ingressi principali e i settori in cui è suddiviso: tessuti e tappeti, souvenir, abbigliamento, casalinghi, oggetti artigianali, ceramica, pelli, oro e argento. Insomma, un vero paradiso dello shopping. Un consiglio: non accettare mai il primo prezzo che viene proposto, ma imparare a contrattare. È  abitudine dei mercanti maggiorare di molto il prezzo reale del prodotto.

Sulla tavola kebab e tè a volontà
Cucina occidentale o orientale? La tradizione culinaria turca rispecchia l’animo del Paese di frontiera: da un lato le specialità mediterranee a base di verdura fresca e pesce, dall’altro i piatti speziati, preparati con carni di montone e capra. Il kebab è il cavallo di battaglia della gastronomia turca e si presenta come spiedino grigliato. A fargli concorrenza le köfte, polpette di carne macinata e insaporita con paprika e cumino e le sukuk, salsicce da consumare soprattutto a colazione (insolita alternativa al più tradizionale yogurt e miele). A fine pasto il lukum, quadretto di gelatina ricoperto di zucchero a velo e preparato con frutta secca e petali di rosa, è servito con il caffè tradizionale o con il famoso raki, liquore a base di anice. Ma è del tè che i turchi non riescono a fare a meno: è per loro un rito da ripetere più volte al giorno, anche solo per ingannare il tempo con gli amici.

Un bagno per purificarsi e socializzare
È per le popolazioni locali un vero must. Il bagno turco, o hamam, è un bagno di vapore dai molti effetti benefici. Oltre a rappresentare un momento di relax, purifica e tonifica la pelle ed è utile per le vie respiratorie. A ciò si unisce la funzione sociale di queste strutture termali che diventano luogo di incontro e di conversazione, soprattutto per le donne, che possono rilassarsi sorseggiando in compagnia una tazza di tè. Curioso è il “bagno ospite”, che la padrona di casa organizza con parenti e amici per ospitare una persona speciale o il “bagno per essiccare le lacrime” che raduna la famiglia e gli amici del defunto venti giorni dopo la sua morte. L’origine degli hamam, tuttavia, è da ricercarsi nella tradizione religiosa. Il bagno turco serve a purificare corpo e anima, come preparazione alla preghiera islamica giornaliera.

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