Sterilizzazione: facciamo chiarezza

30/10/2025

Ogni proprietario di un cane, prima o poi, si trova davanti a una scelta delicata: lasciare l’animale intero o ricorrere alla sterilizzazione (per le femmine) o alla castrazione (per i maschi).

In mezzo ci sono dubbi, paure, credenze popolari (“una cucciolata fa bene”) e domande pratiche (“quando è meglio sterilizzare?”).

Proviamo a fare ordine, con l’aiuto di Silvia Bianco, educatore cinofilo e istruttore riabilitatore, che premette: «La decisione di sterilizzare o castrare va presa con consapevolezza, valutando se e quando farlo, sia per motivi di salute, sia per esigenze gestionali e comportamentali. I nostri cani vivono infatti in una società ricca di stimoli, dove non possono comunque esprimere del tutto ciò per cui la natura li ha programmati».


Che cos’è il calore
Il calore è il periodo fertile della femmina, durante il quale diventa recettiva all’accoppiamento.

• Nelle cagne arriva di solito tra i 6 e i 12 mesi (più tardi nelle razze grandi) e si ripete ogni 6-8 mesi.

• I segnali tipici sono vulva gonfia, perdite ematiche, maggiore affettuosità o irrequietezza.

• In questo periodo la cagna attira i maschi con i feromoni: il rischio accoppiamenti indesiderati è alto.

Convivere con una cagna in calore significa sorveglianza continua e gestione complessa, soprattutto se in zona ci sono maschi liberi. «Attenzione, quando le perdite sono finite, la cagna è pronta ad accettare il maschio, quindi se ci sono cani liberi il rischio gravidanze è concreto», spiega Silvia Bianco, che consiglia: «Meglio non entrare in area cani durante tutto il periodo del calore e magari avere l’accortezza di evitare parchi molto frequentati».

 

La gravidanza nei cani: cosa comporta

La gravidanza dura circa 61-65 giorni. Non sempre si riconosce subito: i segnali sono cambiamenti di appetito, aumento di peso e addome più voluminoso, ma solo l’ecografia può confermarla.

Una gravidanza non è una passeggiata: comporta rischi di parto difficile, taglio cesareo, mastiti e infezioni uterine. «Soprattutto, ricordiamoci che non siamo allevatori: con una cucciolata “improvvisata” rischiamo di portare avanti geni non sani o trasmettere tratti comportamentali errati nella selezione del cane», mette in guardia l’educatrice.

Sterilizzazione nelle femmine: salute e benessere
La sterilizzazione chirurgica (ovariectomia o ovarioisterectomia) è l’intervento più sicuro ed efficace per prevenire gravidanze indesiderate e problemi di salute.

Benefici principali:
• Protegge dalla piometra, una patologia grave e potenzialmente letale che colpisce molte femmine non sterilizzate, e dai tumori ovarici.

• Riduce drasticamente il rischio di tumore mammario.

• Evita i disagi del calore e i comportamenti associati (attenzioni dei maschi, ansia).
 

Dubbi frequenti:
• “Meglio dopo una gravidanza?”
No: è un mito. Non esiste alcun beneficio documentato di una cucciolata sulla salute della cagna.

• “Meglio prima o dopo il primo calore?”: qui la questione si fa complessa. Dal punto di vista fisico:
Nelle razze piccole (barboncino, jack russell): conviene intervenire prima del primo calore, attorno ai 6-8 mesi, per massima protezione oncologica.
Nelle razze grandi (labrador, pastore tedesco): è preferibile aspettare dopo il primo calore, verso i 12-15 mesi, per ridurre i rischi ortopedici (come la displasia dell’anca).

Dal punto di vista comportamentale, invece, «io consiglio di sterilizzare la cagna solo dopo almeno un calore, così da permetterle di completare il proprio sviluppo psico-fisico, indipendentemente da razza, taglia o età. Se la sterilizzazione avviene prima del primo calore, infatti, il rischio è che il cane resti “infantile” nei comportamenti, con possibili conseguenze legate a immaturità emotiva e cognitiva. In generale, quindi, è preferibile aspettare almeno un calore. Decidere quando intervenire dopo il primo dipende invece dal singolo cane e dal suo livello di maturità: capacità apprese, stabilità emotiva, gestione delle difficoltà, socialità con altri cani. Se questi aspetti risultano ancora fragili, può essere utile aspettare anche un secondo o terzo calore, così che gli ormoni femminili, insieme a esperienze corrette e graduali, contribuiscano alla stabilizzazione della situazione», sottolinea Silvia Bianco.


Castrazione nei maschi: perché sì, perché no
La castrazione consiste nella rimozione dei testicoli e ha effetti sia medici, sia comportamentali.

Vantaggi:
• Elimina il rischio di tumori testicolari.

• Riduce i problemi prostatici nei maschi anziani.

• Attenua comportamenti indesiderati legati agli ormoni: fughe per inseguire femmine in calore, marcature urinarie insistenti, aggressività verso altri maschi.


Svantaggi:
• Può favorire un aumento di peso, ma si controlla con dieta ed esercizio.

• Se effettuata troppo presto in razze grandi, può aumentare il rischio di problemi ortopedici e di alcuni tumori ossei.

«Per quanto riguarda i comportamenti, la castrazione può aiutare a ridurre la conflittualità (se presente) e limitare le marcature inappropriate, per esempio in casa, ma occorre dire che non è una soluzione definitiva. Se i problemi nascono da difficoltà relazionali con la famiglia, da scarsa socializzazione o dal fatto che il cane non sia mai stato abituato a sporcare fuori, la castrazione può solo attenuare la situazione o addirittura non avere alcun effetto. Pensare che questa operazione risolva automaticamente i problemi comportamentali è un’idea piuttosto superata. Anzi, se praticata su soggetti timidi o paurosi, può peggiorare le cose: il testosterone spesso li aiuta a sentirsi più sicuri e, togliendolo, resterebbero solo le paure. Così come nelle femmine, poi, anche nei maschi una castrazione troppo precoce può ostacolare la maturità, lasciando il cane in uno stato di perenne “infantilismo”. Infine, se la castrazione viene effettuata su cani adulti, alcuni comportamenti ormai consolidati potrebbero non modificarsi più, rendendo l’intervento poco utile. Ricordiamoci che esiste anche la castrazione chimica, utile per capire come cambierebbe il cane con una castrazione definitiva e valutare se davvero possa portare benefici», conclude Silvia Bianco.

E per i gatti?

In generale, i gatti hanno molto da guadagnare dalla sterilizzazione:

• Gatte: vanno in calore già a 5-6 mesi, spesso più volte l’anno. La sterilizzazione precoce riduce quasi a zero il rischio di tumori mammari e previene la piometra.

• Gatti maschi: la castrazione diminuisce le marcature urinarie, riduce fughe e lotte (con rischio di morsi e malattie come FIV e FeLV, due patologie virali, causate da retrovirus, che indeboliscono il sistema immunitario dei gatti, rendendoli più vulnerabili ad altre infezioni e malattie).

• Randagismo: una gatta intera può avere decine di cuccioli nella sua vita. La sterilizzazione è quindi anche un atto di responsabilità collettiva per contenere il randagismo e migliorare il benessere felino.

Sterilizzazione: facciamo chiarezza