Per questo Selex Piu ha pensato di proporre la linea di pasta fresca di semola. Una selezione di specialita regionali, frutto della sapienza di antiche lavorazioni artigianali, per offrire alla clientela il meglio della produzione locale, a un prezzo competitivo in rapporto all'alta qualita del prodotto. Ed ecco allora i fusilli, le orecchiette, le recchietelle e le trofie. Forme,consistenze e sapori diversi, caratteristici del territorio da cui traggono la loro origine, ma accomunati dal gusto pieno e rotondo, dalla ruvida porosita che si sposa a meraviglia con il condimento e, non ultimo, dalla semplicita degli ingredienti: solo semola di grano duro e acqua.
Le trovi tutte nel banco frigo del tuo supermercato di fiducia,perché sono fresche e prive di conservanti. Grazie all'utilizzo esclusivo di semola di grano duro di alta qualita, che garantisce il giusto grado di consistenza della sfoglia, potrete assaporarle nelle ricette della tradizione, ma sperimentarle anche in quelle piu innovative. Sara sempre un successo. Allora,spazio alla fantasia,perché la pasta fresca Selex Piu,nei suoi diversi formati, va d'accordo con qualsiasi tipo di sugo,per accostamenti sempre diversi. Provate le orecchiette, uno dei piatti tipici della Puglia.Sono perfette nel piu classico dei modi, con le cime di rapa (per una versione delicata ma gustosa, fate cuocere insieme le cime e le orecchiette, scolate e condite con un cucchiaio di olio extravergine di oliva, pecorino grattugiato e un pizzico di peperoncino), ma anche con i condimenti piu sfiziosi. Provatele con sugo di pomodoro e ricotta stagionata... Anche le trofie, specialita ligure per eccellenza, insuperabili con il classico pesto (nel frullatore,una ventina di foglie di basilico,uno spicchio di aglio, un cucchiaio di pinoli, uno di pecorino, tre di parmigiano e cinque di olio d'oliva e in un paio di minuti il pesto e pronto), sono appetitose anche in versione rossa (pomodoro e basilico) o bianca, con il caratteristico sugo di noci, altra delizia della cucina ligure.
(a cura di Maria Teresa Frisa)